martedì 10 luglio 2012

Giovan Battista Fagiuoli poeta di corte Medicea






 Il poeta Giovanni Battista Fagiuoli, che cantò le lodi di questa lussuosa dimora, era tra gli ospiti abituali di Lappeggi
(Giovan Battista Fagiuoli - Dizionario biografico Treccani
Entrato nelle grazie del cardinale Francesco Maria, fratello di Cosimo III, che ne apprezzava le doti di uomo di teatro,  lo accompagnò nei suoi frequenti spostamenti e specialmente in villeggiatura a Poggio a Caiano e a Lappeggi, con il compito di allietarlo con la sua abilità nell'improvvisare rime spiritose e nell'organizzare spettacoli. 
Francesco Maria, creato cardinale a quindici anni, non aveva nessuna inclinazione per il suo mandato e creò nella sua prediletta residenza di Lappeggi un'oasi di serena e raffinata (?) allegria.


Saltavan tutti quanti in guazzabuglio
Principi, cavalier, villan, cornuti
E così anch'io ballando in tal miscuglio
Mi strafelai così, ch'io mi credetti
che il mese di novembre fosse luglio

Si racconta che appena il cardinale si sentiva malinconico, chiamasse gli amici e il Fagiuoli e la gente bisbigliava che a Lappeggi «si facevan cose dell'altro mondo». Cioè cose di questo genere: un gran pranzo con ragù, pasticcio, fricandò, lingua lardata e ripiena con fegato alla svizzera, piatti prelibati di Monsieur Niccolò cuoco francese e dei suoi aiutanti Francesco Sacconi e Giovanni Mori, approntato per scherzo agli invitati con carne d'asino. Grandi risate sulla terrazza nel veder lacchè e contadini fare la ruffa sul piazzale per le laute distribuzioni di scudi gettati a cartocci. Partite di pallone e palloncino sull'erba o di pallacorda, antenata del tennis, nell'edificio appositamente costruito. Recite di commedie nel teatrino accanto alla villa, balletti e burlette in musica. Inoltre corse di cavalli, feste con burattinai, astrologhi, sonatori di trombe, d'arpe e di chitarre e con balli per tutta la notte fino all'alba. Il tutto rallegrato con buon vino



« Ma se chieggio Di Lappeggio

La bevanda porporina

                                      Si dia fondo alla cantina »
(Giovan Battista Fagiuoli, Rime Piacevoli)



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